Illustratemi sinteticamente la libera professione

l'infermiere libero professionista, problemi, suggerimenti, idee e miti
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CitizenT
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Lavoro e cerco...: Ci salveremo?
O la nostra professione è destinata a consumarsi tra lo stress e il burn out?
Largo alle idee e stop al martirio.

Illustratemi sinteticamente la libera professione

Messaggio da leggere da CitizenT » 03/02/2017, 17:58

Eccomi di nuovo, colleghi
Dato che fin'ora ho sempre lavorato come dipendente, posso dire candidamente di non conoscere affatto la realtà della libera professione.
Negli ultimi anni però, sento sempre più persone che mi parlano di questa possibilità e, anche se solo a livello informativo, vorrei capirne qualcosina di più.
Un libero professionista, allo stato attuale delle cose, come organizza il proprio lavoro?
Lavora in strutture, conducendo un regime di quotidianità sovrapponibile a quello di un dipendente?
Lavora "a chiamata" a domicilio di svariati pazienti, dopo essersi creato un bacino d'utenza?
Lavora specificatamente su un paziente ricoverato in un ospedale pubblico, dedicandosi però solamente a questo?
Apre un ambulatorio dove può decidere lui i propri orari e la quantità di pazienti ai quali dedicarsi?
Potrebbe, per esempio, contattare varie aziende per capire se ci sia bisogno di un servizio di prenotazione, esecuzione e trasporto prelievi per visite di medicina del lavoro?
Tramite queste domande, credo che abbiate capito che tipi di quesiti ho in testa.
Ringrazio anticipatamente qualsiasi collega che interverrà in questo dibattito.

Luca
Sto come sto,
mi passa poco sotto al mento, non cambio zona,
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cit. Lou x - Come l'occasione (A volte ritorno - 1995)

pino100
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Re: Illustratemi sinteticamente la libera professione

Messaggio da leggere da pino100 » 04/02/2017, 11:00

In genere il libero professionista o lavora presso associazioni di libero prof. o presso cooperative che hanno preso in appalto una struttura o parte di essa .
In alcune realtà hanno turni fissi in altre fanno da jolly ( x sostituzioni ferie e in genere x coprire qualche turno scoperto) dipende dalle singole strutture e dalle loro esigenze...x lavori a "chiamata" in genere si ricorre alla prestazione occasionale ( purchè non superi i 5000 euro annui)
Il vantaggio del libero professionista soprattutto in passato era la possibilità di fare tante ore ( quando c'er presso strutture diverse ( non possibile x il dipendente x il principio di non concorrenza) ed erano tariffe interessanti...
Allo stato attuale la convenienza sta nell'optare x regimi di vantaggio ( forfettario) paghi solo il 5% di imposta sostitutiva e i contributi ( x fatturato fino a 30000 euro all'anno)

azbzzz
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Lavoro e cerco...: Guardatevi dall' infermiere che dice di non trovare lavoro!

Re: Illustratemi sinteticamente la libera professione

Messaggio da leggere da azbzzz » 05/02/2017, 15:47

Da non prendere in considerazione.
Se hai capacita' imprenditoriali queste vanno doverosamente sviluppate fuori dall' attivita' infermeiristica. : Sig :

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IlSignorP
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Re: Illustratemi sinteticamente la libera professione

Messaggio da leggere da IlSignorP » 05/02/2017, 16:25

Non sono sicuro di tutte le cose che ti scriverò, quindi prendile con le molle e come spunto per informarti ulteriormente.
Per quello che c'ho capito io la libera professione per essere tale prevede che tu ti doti di una partita iva + contributi versati all' ENPAPI (obbligatorie entrambi) e comunicazione al tuo collegio IPASVI che sei un libero professionista (è indispensabile soprattutto questo per poter aprire partita iva e pagare l'ENPAPI).
Finche' non comunichi nulla al tuo collegio IPASVI se vieni pagato come qualcuno diceva con ritenuta d'acconto non sei un libero professionista, ma un infermiere regolarmente iscritto che presta attività di collaborazione non continuativa e occasionale.
Infatti per essere pagati con ritenuta d'acconto o prestazione occasionale devi:
1) Non superare prestazioni erogate per piu' di 30 giorni non continuativi
2) Non superare 5000€ di guadagni annuali.
Solo in questo caso non hai bisogno di aprire partita iva e pagare l' ENPAPI.(perche' appunto non sei un libero professionista).

Per la libera professione invece quello che c'è da sapere e' relativo alla partita iva e al pagamento dell' ENPAPI.
Ti conviene fare bene i conti prima di avviare qualsiasi discorso di libera professione.
Come qualcuno ti ha scritto la libera professione spesso è somministrata in appoggio a qualche ospedale (se hai partecipato e vinto avvisi pubblici in cui è previsto un contratto a partita iva a tempo determinato) oppure con le cooperative sia in cliniche private che in ospedali pubblici.
Nel primo caso, rapporto diretto con l' AO o l'ASL, hai dei guadagni piu' o meno fissi, nel secondo caso, della cooperativa, invece si tratta sempre e comunque di uno sfruttamento.
La paga in entrambi i casi è oraria, cioe' vieni pagato per contratto un tot lordo per ogni ora di lavoro. Mentre alle dipendenze dirette di un AO un ASL o di una clinica privata ha piu' o meno orari mensili garantiti (e quindi puoi farti due conti precisi), con le cooperative questo non accade perchè sono loro a chiamarti quando c'è esigenza, e se vogliono possono un giorno mandarti in una struttura per fare una sostituzione, il giorno dopo mandarti in un' altra struttura totalmente diversa e piu' lontana, oppure farti fare anche servizi di ADI. In questo caso è la cooperativa a gestire i tuoi orari di lavoro (mai fissi!) e soprattutto le tue sedi e tipi di lavoro, spesso anzi molto spesso con preavvisi minimi (cioe' ti avvertono con poche ore anticipo che dovrai coprire un turno). Rifiutare una chiamata di una cooperativa equivale molto spesso a dimostrarsi non affidabili, quindi è probabile che la volta dopo non verrai preso piu' in considerazione per una sostituzione, ma verranno preferiti altri colleghi.
Puoi essere iscritto a piu' cooperative ma non puoi lavorare in una stessa struttura con due cooperative diverse, quindi sei vincolato con un contratto d'eslcusiva parziale (spesso semestrale). Infine la cooperativa guadagna sul tuo stipendio una cifra che mese per mese ti scalerà.
Veniamo ora ai punti dolenti... quanto si guadagna? Dipende dalla zona d' Italia in cui sei e alla serietà della cooperativa.
Al Nord dicono sia piu' conveniente, mentre al Sud è sfruttamento totale, ci sono cooperative che fanno contratti da 8,50€ LORDI ad ora, quindi al netto sono 6,00€ dai quali devi togliere dei soldi che dovrai versare a fine anno sulla partita iva (o regime dei minimi 15% se ne hai diritto, o se non erro invece è il 23% su ogni fatturazione emessa) ed inoltre devi togliere anche i soldi che dovrai dare all' ENPAPI (1300€ e rotti durante il primo anno). Infine al Sud c'è anche una sorta di schiavismo per la quale le cooperative pare paghino dopo 3 mesi o dopo 6 mesi il primo stipendio, ciò vuol dire che devi lavorare GRATIS per 6 mesi per poter avere la prima busta paga (che dovrai fatturare con la tua partita iva).
Invece l'Enpapi puoi andare direttamente sul sito per informarti. Da quell' che c'ho capito l' ENPAPI il primo anno richiede una quota fissa di 1300€ e rotti, mentre per il secondo anno calcolerà una cifra maggiore con una percentuale che ora non ricordo sul totale dell' importo delle fatture che hai emesso l'anno precedente. (in ogni caso sicuramente piu' di 1300€ del primo anno). Alla fine della fiera al Sud Italia arrivi a guadagnare al netto di tutte le spese sui 4€ ad ora... ed a questo punto è meglio andare a lavorare in una ditta di pulizie, perchè sei pagato meglio e hai meno responsabilità.

Dunque volendo fare un riepilogo le spese sono:
Partita Iva 15% o 23% per ogni fattura emessa
ENPAPI 1300€ nel primo anno
Rata annuale d'iscrizione all' IPASVI 55€ - 65€
Assicurazione privata Responsabilità Civile + Tutela Legale + Danno da HIV HCV HBV intorno ai 110€
Dichiarazione dei redditi del 2017 se superi la cifra di non dichiarabilità annua (e mi pare che sia il 33% sul totale di quello che hai guadagnato l'anno precedente).
Commercialista circa 900€ annui.
100-200€ totali per contratto di 6 mesi (quindi in un anno 200-400€) che la cooperativa per cui lavori ti scala a rate da 20/40€ su ogni stipendio.

E' pur vero pero' che la partita iva dovrebbe permetterti di detrarre delle spese inerenti alla tua professione, se ti fai fatturare dai negozianti dai quali compri.... ad esempio se compri delle divise, dei sabot, degli strumenti, degli aghi cannula, medicazioni, la benzina per spostarti se fai ADI, tangenziali, autostrade etc etc etc dovrebbero essere tutte spese detraibili (ossia spese certificate con scontrini e fatture che vanno a rappresentare una riduzione del totale del tuo fatturato annuo).

La cosa migliore che puoi fare, se non ci capisci nulla è andare ad informarti su quanto pagano le cooperative della tua zona (meno di 14€ lordi lascia perdere non ne vale la pena... a quel punto fai volontariato in ospedale o fai assistenze e terapie per conto tuo), ed una volta ottenuto questo dato fatti aiutare da un commercialista per la valutazione.

Questo è quello che ho capito io informandomi, ed abitando al Sud, dove si e' schiavizzati per 8,50 lorde ora e pagati dopo 3/6 mesi, non la trovo un' opzione di lavoro conveniente.

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Re: Illustratemi sinteticamente la libera professione

Messaggio da leggere da CitizenT » 06/02/2017, 10:42

La realtà che descrivi è a dir poco drammatica.
Il topic che ho lanciato l'ho fatto appunto per avere testimonianza di eventuali possibilità per lavorare in maniera alternativa ai classici schemi che - ahimè - ci sono stati imposti.
Faccio un esempio: è realizzabile che un professionista decida di lavorare solamente a domicilio dei pazienti, fissarsi e gestirsi gli appuntamenti e allargare piano piano il proprio bacino d'utenza?
Una cosa che, nell'immediato sarebbe risparmiato è l'affitto di un locale.
Poi, nella lista di spese che tu mi hai accuratamente descritto, tutto il resto dovrebbe essere affrontato ma come idea? E' realizzabile o utopica?
Grazie.
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Re: Illustratemi sinteticamente la libera professione

Messaggio da leggere da pino100 » 06/02/2017, 19:28

CitizenT ha scritto:La realtà che descrivi è a dir poco drammatica.
Il topic che ho lanciato l'ho fatto appunto per avere testimonianza di eventuali possibilità per lavorare in maniera alternativa ai classici schemi che - ahimè - ci sono stati imposti.
Faccio un esempio: è realizzabile che un professionista decida di lavorare solamente a domicilio dei pazienti, fissarsi e gestirsi gli appuntamenti e allargare piano piano il proprio bacino d'utenza?
Una cosa che, nell'immediato sarebbe risparmiato è l'affitto di un locale.
Poi, nella lista di spese che tu mi hai accuratamente descritto, tutto il resto dovrebbe essere affrontato ma come idea? E' realizzabile o utopica?
Grazie.
Quello che hai in mente non credo sia economicamente profittevole....avresti una utenza ciclica oltre al fatto che lo sforzo di sbattersi avanti e indietro non è compensata da una remunerazione soddisfacente, infine considera la concorrenza sleale di chi svolge prestazioni infermieristiche in nero...!!!
Io ho fatto il libero professionista x circa 6 anni ma avevo un turno normale e mi dividevo tra due strutture ( facevo oltre 200 ore al mese) ...la tariffa oraria era di 22 euro l'ora ( ho chiuso la partita nel 2013)......adesso si sono notevolmente abbassate e non ne vale la pena !!!

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Re: Illustratemi sinteticamente la libera professione

Messaggio da leggere da CitizenT » 07/02/2017, 14:02

Ok Pino.
Grazie della delucidazione.
Sospettavo che l'idea fosse qualcosa di utopico.
Attualmente la mia posizione lavorativa non mi da particolari grattacapi, ma essendo dipendente di una cooperativa, a volte sono portato a pensare a un piano B, nel caso in futuro vedessi la malparata.
Ciao!
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Lavoro e cerco...: Assistenza infermieristica di qualità da oltre 25 anni, che dire :-)
Località: Bologna
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Re: Illustratemi sinteticamente la libera professione

Messaggio da leggere da franco » 07/02/2017, 21:22

Io ho fatto il libero professionista per 5 anni.
Lavoravo in due ospedali, un ambulatorio prelievi e al bisogno per i privati, notti o iniezioni.
Importo orario 25-30 euro/ora per lavorare in reparto.
Poi nel 2009, su giusto consiglio di questo forum, ho iniziato a guardarmi attorno, c'era troppa concorrenza.
Nel 2010 sono diventato dipendente di Villa Laura e poi nel 2011 ho chiuso la p.iva.
Libera professione... è diventare una macchina per fare soldi.
Altrimenti non ha senso, il livello di incertezza è troppo alto, infatti molti committenti se ne approfittano.
Poi è nella natura del libero professionista avere un mix di:
capacità tecniche,
capacità di vendersi,
e trovare il tempo per fare formazione e non diventare obsoleto.

La vita familiare ne soffre. : WallBash :
Benvenuto :-) ,incertezze, per fare i primi passi, visita....Come funziona il forum
Quando si regala un idea bisogna essere coscienti che quell'idea possa piacere o no. Quando si riceve un regalo, almeno un grazie :-)

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