demotivato e depresso... tempo di cambiare strada?

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DarioTheFox
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Re: demotivato e depresso... tempo di cambiare strada?

Messaggio da leggere da DarioTheFox » 19/11/2016, 21:39

Presente e colpevole. Io piú cerco e penso a cambiare lavoro e piú questo lavoro mi trattiene con le sue piccole lusinghe. Da un anno faccio parte di un progetto redazionale per infermieri nato quasi per caso e da poco sono anche referente di reparto per un progetto aziendale sperimentale, vogliono introdurre le diagnosi infermieristiche, non ho avuto il coraggio di rifiutare.

E chi mi consce nel forum sa bene che vivo periodiche crisi: forse mi sento stretto in un lavoro difficile, stressante, dove non puoi perdere la concentrazione nemmeno un attimo, ho provato anche io a fare sport, non riuscendo a compensare con altri bisogni più impellenti del solo sfoigo.

La stabilità, lo stipendio più alto della media(rispetto miei coetanei mooolto più meritevoli di me), e quei 4 diritti che solo il pubblico può , almeno per ora, ancora garantire ti impediscono di lasciare, come la chiama un amico mio, la gabbia dorata...

Poi fare l'infermiere è qualcosa che non ti fa tornare indietro come giustamente ha detto Paola, ho avuto esperienza qualche mese e fa per qualche giorno di lavoro d'ufficio. Bene, ho trovato patetico quello che molti trovavano fondamentale, sarà che siamo abituati a lavorare tra sofferenza e morte che ragionare per budget ed obiettivi aziendali ti fa sorridere.

Difatti è imprescindibile nei miei ghirighori mentali shiftare verso altre professioni sanitarie. Magari guadagni di meno, ma la materia prima è quella e diciamocelo molto più sereno come lavoro il fisioterapista. Per 200 euro in meno, beh io ci metterei la firma. Forse voglio solo scappare, ma il sentimento è quello e non mi sento mica depresso, ma non mi si chieda se sono pienamente soddisfatto, la risposta è ovvia.
http://www.dimensioneinfermiere.it/

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Ginevra
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Re: demotivato e depresso... tempo di cambiare strada?

Messaggio da leggere da Ginevra » 20/11/2016, 7:28

DarioTheFox ha scritto: Forse voglio solo scappare, ma il sentimento è quello e non mi sento mica depresso, ma non mi si chieda se sono pienamente soddisfatto, la risposta è ovvia.
in altre parole, preferisci sentirti ferito invece che optare per l'intima introspezione.

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DarioTheFox
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Re: demotivato e depresso... tempo di cambiare strada?

Messaggio da leggere da DarioTheFox » 21/11/2016, 19:49

Ginevra ha scritto:
DarioTheFox ha scritto: Forse voglio solo scappare, ma il sentimento è quello e non mi sento mica depresso, ma non mi si chieda se sono pienamente soddisfatto, la risposta è ovvia.
in altre parole, preferisci sentirti ferito invece che optare per l'intima introspezione.
Guarda se proprio posso dire di aver fatto qualcosa in questi anni è proprio un percorso introspettivo. Ed è proprio la consapevolezza di sentirmi sprecato e inadatto che mi rende chiaro il tutto. Se potessi farei altro, ma ad oggi ne conviene ne ho il coraggio di fare altro. È l intero mondo ad essere cambiato e se magari in un'altra epoca avrei potuto fare meglio altro, oggi non posso e mi convinco a farenquesto lavoro che tutto sommato non odio, ma sento intimamente non rapprsentarmi. Cos'altro mi nasconderei?
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O la nostra professione è destinata a consumarsi tra lo stress e il burn out?
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Re: demotivato e depresso... tempo di cambiare strada?

Messaggio da leggere da CitizenT » 30/12/2016, 9:06

Ciao ragazzi.
Mi unisco a questa bella discussione...
Bella in quanto tocca delle tematiche a me care, ovvero una certa filosofia "trasversale" relativa alla nostra professione.
La cosa che mi affascina è che ci sono molte teorie, diverse e tutte condivisibili e giuste.
C'è chi dice che l'infermieristica è una merda (vero) e che siamo solo degli esecutori (vero); chi dice sia un'arte (vero) e chi, giustamente, senta di avere le potenzialità per una professione di "livello superiore" (avete la mia ammirazione).
Io sono infermiere da 10 anni e premetto che il mio ideale principale è quello di "lavorare per vivere e non vivere per lavorare".
Una delle prime colleghe di lavoro con le quali ho condiviso pensieri e preoccupazioni, mi disse che per questa professione è molto importante essere consapevoli dei propri stili di vita nel privato.
Se una persona ha una vita privata intensa, va da sè che sia altamente sconsigliato un lavoro in 118 o soccorso alpino, per ovvie ragioni.
Io ho lavorato in un centro Alzheimer, in un reparto Parkinson/Mielolesi, ho fatto 7 anni di sala operatoria (li è la morte: sei veramente una scimmietta ammaestrata) per poi fare un paio d'anni di chirurgia in reparto.
Ora gestisco un ambulatorio infermieristico in una medicina di gruppo integrata.
In quest'ultimo ruolo mi trovo veramente bene.
Posso pormi ai pazienti in modo molto più umano e confidenziale.
Forse, tecnicamente siamo a livello molto semplice, ma io sono contento così.
La vita è troppo breve per sprecare il proprio tempo di fronte a frustrazioni lavorative.
MA...
Inseguire le proprie aspirazioni è doveroso e chi ha partecipato a questa discussione è la prova di quanto sia importante farlo.
Il senso di tutto questo "spieghino" dove vi ho un po' riassunto il mio curriculum sta nel volervi spiegare che ho cambiato molti ruoli finchè non sono approdato ad una realtà nella quale mi potessi identificare ed esprimere.
Credo che una parte del segreto della soddisfazione professionale sia questa.
Ho sempre sostenuto la tesi che sia più rispettabile un infermiere di geriatria che si ritrova - suo malgrado - a spalare "merda" ma facendolo con motivazione, piuttosto di un infermiere di 118, super tecnico e preparatissimo ma infelice e fottuto dal burn out.
E' un po' come il famoso slogan di Renzo Rosso della Diesel "be stupid for a succesfull life".
Mi permetto di dire - e lo faccio con tutto il rispetto possibile, vi prego di credermi - che soffermarsi su elaborazioni mentali riguardanti il proprio Q.I. sia inutile. Lo vedo come un torturarsi inutilmente e rischiare di finire nel pericoloso stato d'animo del tipo "il mondo non mi merita in quanto sono troppo brillante". Beh, se gestito in modo sano, questo pensiero può far sbocciare quelle capacità che emergono solamente quando ci viene quell'estro combattivo verso il mondo. Ma, d'altro canto, può potenzialmente portarci ad assumere (ovviamente in buona fede) un atteggiamento di arroganza verso l'ambiente lavorativo circostante e, di conseguenza, autostigmatizzarci.
Non l'ho sempre pensato, ma negli ultimi anni mi sono trovato ad apprezzare la natura umile della nostra professione.
Mi sono convinto che i consigli delle "vecchie volpi" sono oro colato e che certe competenze acquisite sul campo dagli ultimi generici che circolano negli ospedali, siano giustamente da prendere ad esempio (prendete con le pinze questa mia dichiarazione e leggete tra le righe).
A me piace che la nostra professione sia un'arte. Un'arte che comprende una miscela di preparazione teorica, atteggiamento, gestione dei conflitti e quella scioltezza da "buona la prima" che ci fa vivere bene e ci rende, spesso, molto più appetibili ai pazienti rispetto a migliaia di medici iperpreparati tecnicamente ma subumani dal punto di vista dell'approccio al paziente.
Ho sempre visto i ripieghi come soluzioni non funzionali. Ho conosciuto gente che frequentava farmacia come ripiego a medicina (assurdo) o chi, come alcuni di noi, ha scelto infermieristica.
Credo che i ripieghi possano solo portare a frustrazione certa.
Personalmente, ho sempre basato le mie scelte sulla possibilità di ricavare il tempo per la mia vita privata, senza però tralasciare l'impegno e la serietà necessari alla mia quotidianità.
Sono infermiere da 10 anni ma faccio musica da 25. Credo di essermi spiegato.
Detto questo, ribadisco il massimo rispetto per le opinioni di tutti e auguro a qualsiasi volenteroso che insegue un sogno, di riuscire a realizzarlo.
In bocca al lupo per il 2017.

Con affetto,
Luca
Sto come sto,
mi passa poco sotto al mento, non cambio zona,
c'ho un'occasione ma per il momento resto...

cit. Lou x - Come l'occasione (A volte ritorno - 1995)

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Ginevra
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Re: demotivato e depresso... tempo di cambiare strada?

Messaggio da leggere da Ginevra » 30/12/2016, 13:40

Luca Toniolo Nursind Vicenza ha scritto: Ora gestisco un ambulatorio infermieristico in una medicina di gruppo integrata.
In quest'ultimo ruolo mi trovo veramente bene.

Con affetto,
Luca
tutti gli ambulatori infermieristici sono richiestissimi, per vari motivi:

odio del turno notturno
invalidità fisica
part-time
"luogo ideale dove pasturare la libera professione , ovviamente in nero"
luogo ideale per realizzare se stessi, magari perchè si entra in contatto ogni giorno con pazienti diversi con cui scambiare due parole : Groupwave :
...

Ciao Luca

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O la nostra professione è destinata a consumarsi tra lo stress e il burn out?
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Re: demotivato e depresso... tempo di cambiare strada?

Messaggio da leggere da CitizenT » 30/12/2016, 16:41

Ginevra ha scritto:
Luca Toniolo Nursind Vicenza ha scritto: Ora gestisco un ambulatorio infermieristico in una medicina di gruppo integrata.
In quest'ultimo ruolo mi trovo veramente bene.

Con affetto,
Luca
tutti gli ambulatori infermieristici sono richiestissimi, per vari motivi:

odio del turno notturno
invalidità fisica
part-time
"luogo ideale dove pasturare la libera professione , ovviamente in nero"
luogo ideale per realizzare se stessi, magari perchè si entra in contatto ogni giorno con pazienti diversi con cui scambiare due parole : Groupwave :
...

Ciao Luca

Ciao Ginevra.
Io con il turno infatti, a lungo andare, ho capito di non essere in armonia.
Non sono part time ma faccio 38 ore a settimana.
Potrei fare libere professioni ma non le faccio.
Nella cooperativa presso la quale sono assunto si dichiara tutto ed è alquanto difficile fare i furbetti.
Ho inoltre fatto una scelta che molti, specie qui nel Veneto che produce, non si sognerebbero mai di fare: sono passato da uno stipendio di 1700€ ad uno di 1400€. Ho mollato un contratto esente dal jobs act (in quanto stipulato nel 2010) per abbracciare un contratto sicuramente meno sicuro.
Quindi, ironie a parte, e ammettendo che non fare turni sia meno impegnativo, credo di aver fatto un ottimo investimento.
Prima la vita, poi - se è incanalato su schemi a me congeniali - forse, il lavoro.
Con affetto.

Luca
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cit. Lou x - Come l'occasione (A volte ritorno - 1995)

Dasvidania
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Re: demotivato e depresso... tempo di cambiare strada?

Messaggio da leggere da Dasvidania » 25/04/2017, 17:16

Buon pomeriggio a tutti!
Mi associo a distanza di tempo all'autore di questo post e a chi ne ha condiviso lo stato d'animo. Ho a mia volta scritto un post decisamente frustrato, alcuni mesi fa, ed ho sentito in privato alcuni di voi.
Attualmente sono ad un bivio, mi si è presentata l'opportunità di un impiego totalmente diverso (un ripiego,in quanto manca totalmente il contatto umano che ho sempre cercato) ma che si articola su orario 9-18 dal lunedì al venerdì (con tutti i pro e contro che ne derivano). Nello stesso momento sto svolgendo selezioni per un concorso pubblico in un ospedale piuttosto ambito, e se dovessi passare avrei enormi dubbi! Mi piace la regolarità che avrei per la mia vita privata, la monotonia un po' meno...
Continuo a pensare di volermi indirizzare su un'altra professione sanitaria (mi piace molto, e già all'epoca di Infermieristica mi piaceva, Terapia della neuropsicomotricità dell'età evolutiva), che difficilmente potrei frequentare se mantengo qualcosa di più di lavoretti occasionali...
Vorrei cortesemente chiedere a DD, se legge, quale sarebbe il corso per Nutrizionista aperto ad infermieri (ci eravamo già scritti ma all'epoca non ho approfondito).
Grazie a chi vorrà confrontarsi!

D.

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Re: demotivato e depresso... tempo di cambiare strada?

Messaggio da leggere da samantha02 » 02/08/2017, 15:21

Davvero esiste un corso per Nutrizionisti a cui possono accedere gli infermieri?

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Re: demotivato e depresso... tempo di cambiare strada?

Messaggio da leggere da Dearg-Due » 02/08/2017, 16:16

samantha02 ha scritto:Davvero esiste un corso per Nutrizionisti a cui possono accedere gli infermieri?
Non esistono "corsi per nutrizionisti".
Esiste la possibilità, anche per coloro in possesso della Laurea in Infermieristica, di frequentare il CdLM in Scienze della Nutrizione Umana presso l'Università degli Studi San Raffaele di Milano, dopo il quale si deve superare l'Esame di Stato per l'Abilitazione alla professione di Biologo e quindi poi si può esercitare come nutrizionisti.
Disarmante... disarmante e sconcertante accorgersi di quanto colei che consideravi unica era in realtà una povera psicopatica patetica e sfigata.

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Re: demotivato e depresso... tempo di cambiare strada?

Messaggio da leggere da franco » 03/08/2017, 21:48

Io ho passato un periodo in cui avrei cambiato lavoro, ero in oncologia, ero arrivato a 62kg facevo un sacco di sport per scaricarmi lo stress.
Nel frattempo ho fatto 3 studi qualitativi sul picc e uno sulle complicanze del picc, prima però ho preso un a laurea è poi un master... Casa moglie e figlie permettendo.
Lo stress lo scaricavo così.
Nel privato lo stress lo scaricavo anche sulla fattura a fine mese.
In lungodegenza quando ho capito che sulle lesioni da pressione c'erano tanti luoghi comuni e ho trovato che in fondo potevano guarire quasi tutte se trattate all'inizio.
Ho proposto uno studio osservazionale al comitato etico ma non mi hanno cagato di striscio.
Peccato perché uno studio banale che dimostra che una lesione può guarire, avrebbe messo in crisi la definizione stessa di ldp.
Poi la chirurgia ortopedica, 40 pazienti , all'inizio fai l'automa, copi gli altri, poi ragioni e trovi chi ha Delle ottime idee e ti organizzi.
Capisci che Monti 10 flebo e dopo torni indietro a toglierle, poi finisci e metti gli altri pazienti.
Ti rendi conto che proprio perché non c'è tempo, non vado a fumare far le chiacchiere o altro, ma mi fermo un attimo a spiegare al paziente come gestire al meglio la terapia al bisogno per il dolore... Sapendo che in teoria dovrebbe esserci una terapia di base e basta.
Adesso dopo 30 anni di reparto sono a quota 1400 euro, lun-ven.
25 pazienti ogni 15 minuti uno, visite, medicazioni, togli punti e supporto psicologico per tutti.
Il mio slogan...
Io sono qui per risolvere i problemi, come posso aiutarti?
E quando il paziente arriva fuori programma perché ha un problema, vorresti allargare le braccia, ma tu lo ascolti, ed entra per primo, il medico ti guarda perplesso, ma ha fiducia nelle mie scelte e dopo 15 minuti c'è un ricovero urgente.
Il paziente malgrado le paure dell'ignoto è sereno perché si sente seguito, protetto ed è questo il mio lavoro il nostro lavoro.
Essere scazzati è, ottimo, vuol dire che c'è qualcosa che non va e bisogna entrare in modalità " cacciatore di soluzioni".
Benvenuto :-) ,incertezze, per fare i primi passi, visita....Come funziona il forum
Quando si regala un idea bisogna essere coscienti che quell'idea possa piacere o no. Quando si riceve un regalo, almeno un grazie :-)

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